9. CONCLUSIONI E PREVISIONI

Attualmente circa 25000-35000 pazienti l'anno sono stati trattati con significativo livello di successo. Ci sono società che finanziano ricerche in questo campo e fanno marketing per questi dispositivi.
La tabella 4 rappresenta una lista dei dispositivi usati comunemente, approvati dalla FDA.
La tabella 5 rappresenta delle patologie ortopediche affrontate con CEMP, di cui esiste quindi documentazione clinica, ma non ancora approvate dalla FDA.
A livello clinico, l'efficacia di queste tecniche è stata ormai provata e ben controllata da studi in doppio cieco. I risultati ottenuti sono uguali se non migliori di quelli ottenuti con le tecniche tradizionali. L'intervento mediante CEMP è inoltre meno rischioso, più comodo per il paziente e considerevolmente meno costoso.

Tabella 4

Patologie Società Dispositivi
Nonunioni EBI,AME
EBI
Bioelectron
CEMP (90%)
Elettrodi DC impiantati (5%)
Elettrodi AC in sup. (5%)
Fusioni fallite EBI CEMP (90-100%)
Pseudoartrosi congenite EBI
EBI
CEMP (70-80%)
Elettrodi DC (20-30%)
Fusione spinale recente AME
EBI
CEMP (60%)
Elettrodi DC (40%)

Tabella 5

Patologie Dispositivi
Osteonecrosi CEMP
Osteoporosi CEMP
Tendiniti refrattarie croniche CEMP
Osteocondriti disseccanti CEMP
Osteogenesi imperfette CEMP
Perdita ossea in cavità orali CEMP

Allora è più che legittimo chiedersi perché i CEMP vengono usati solo in casi estremi o come tecnica di supporto a quella chirurgica. La risposta cade dentro due categorie:

  1. pensiero della comunità ortopedica;
  2. scetticismo in una parte della comunità fisica.

Nello schema di figura 11 è illustrato il percorso seguito nell'evolversi dell'impiego delle tecniche elettriche ed elettromagnetiche.
Come si può vedere si sono subito sviluppati due percorsi, uno che, come deve essere, applica i risultati ormai ben noti, a livello clinico; e l'altro che si occupa di comprendere i meccanismi a livello cellulare e sub cellulare. Ovviamente una volta chiariti questi aspetti si svilupperanno diverse ricerche anche al di fuori dell'ambito ortopedico; ricerche che sull'onda dell'entusiasmo saranno probabilmente aiutate da nuovi finanziamenti. Nella figura è anche evidenziato il concetto già illustrato di come la diffidenza rallenti l'evolversi di queste tecniche, andando ad incidere in entrambe le direzioni (clinica e della ricerca). Si stima che tra qualche decennio, i CEMP saranno comunemente usati per trattare ulcere croniche della pelle, varie forme di neuropatie, diversi infortuni sui nervi e sulla spina dorsale, diabete, risposta immunitaria e disturbi al comportamento cerebrale e cardiaco.
Per concludere, è sempre più evidente, che alcuni fattori fisici e biologici determinano se un sistema vivente risponderà oppure no all'esposizione a campi E.M., e se così, la natura della risposta. Infatti sappiamo, che differenti parametri del campo producono diversi effetti in diversi biobersagli, con un grado di conoscenza tale che potrebbe uguagliare quello dei meccanismi di azione di alcuni ormoni ed agenti farmacologici.
Essendo ormai noto che, tutte le reazioni chimiche derivano da particolari interazioni carica-carica, e che quindi queste interazioni sono la causa primaria del comportamento dei sistemi viventi; si è portati a cercare in questa direzione le risposte che permetteranno in futuro di legittimare l'uso e di ampliare il campo di utilizzo clinico dei CEMP.

Fig. 11 -Schema illustrativo.


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